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Il vetro soprattutto
La luce, i riflessi, i colori del vetro attentamente accostati a materiali inusuali: nel suo laboratorio Michela ha come fulcro delle sue creazioni il vetro di Murano e l'esaltazione della sua parte più intima. Questo è ciò che accade quando l'architettura si innamora del vetro. Tecnica, sperimentazione, arte, manualità sono posti al servizio di un materiale ricco di espressività e di significati ambivalenti: il vetro è trasparenza e opacità, leggerezza e pesantezza, docilità e indipendenza, fluidità e durezza.
Design e ricerca
Dopo la laurea allo IUAV di Venezia, all'interno di una costante e personale indagine letteraria, fotografica e pittorica, Michela Tomat, inizia a collaborare con alcuni maestri veneziani della lavorazione del vetro a lume, per dare finalmente vita al laboratorio in cui disegna e realizza personalmente monili unici. Al principio c'è un attento studio di design, legato alla ricerca di nuove tendenze nel campo della moda e soprattutto a sperimentare contaminazioni cromatiche e materiche, a reinterpretare, col vetro, l'ornamento per il corpo femminile e maschile, traendo ispirazione da immagini, fotografie, quadri, brani.
Materia fluida per l'animo e per la mente
Realizzati senza l'ausilio di pinze o stampi, seguendo i dettami di tecniche secolari o del tutto eterodosse, i componenti subiscono tagli, incisioni, molature, sabbiature, che ne rendono la superficie un mezzo di comunicazione tattile oltre che visivo. Vetro da indossare ed esibire in modo distintivo dentro e oltre la tradizione, vetro materia fluida per l'animo e per la mente, vetro nobile perchè riciclabile ed anallergico, ecco la chiave di lettura delle realizzazioni di questa designer. |